Archivio per agosto 2009

L’Aquila post # 08

L'Aquila_Post08

29.08.09: sveglia alle ore 5.40am.
Chi mi conosce sa che per me è estremamente difficile svegliarmi a queste ore e che piuttosto preferisco fare tardi a lavorare al pc fino a notte fonda… Ma i ritmi intensi di questa settimana ci hanno abituati a non risparmiare noi stessi e anche quest’ultima levataccia non è un problema. Appena fuori della tenda mi concedo solo un istante per osservare il cielo già rosa-azzurro dietro le montagne: il parco Baden Powell è deserto e silenzioso, dormono tutti, l’aria è fresca e cristallina e io mi avvio, asciugamano in spalla, al container a fianco delle tende per farmi una doccia rigenerante, così da svegliarmi completamente.

E’ l’ultimo giorno all’Oratorio don Bosco, giorno di partenze, e bisogna accompagnate Jennifer e Ziad all’aeroporto di Roma Ciampino in tempo utile per il volo per Londra, previsto per le 10.10am. Giulio è bloccato a letto con la febbre da ieri sera, è in fase di netto miglioramento ma è escluso che ci vada lui. Niente paura: la mia macchina è ormai abituata a fare gli straordinari in questi giorni e basta tirare giù un sedile per fare spazio a tutti i bagagli da caricare. Dopo una settimana, le strade de L’Aquila non hanno più segreti ormai e a quest’ora il viale che porta all’albergo degli amici inglesi è deserto e lo percorro a tutta velocità.

Jennifer adora la mia Fiat 500, ne ha ordinata una pure lei e dovrebbe arrivarle il mese prossimo; appena si accomoda sul sedile anteriore appiccica sulla plancia un cartellino con il suo nome… da giorni continua a insistere che dovrei dare un nome alla mia macchina (usanza tipicamente inglese… che ci volete fare!) e viste le mie reticenze ha deciso lei per me: si chiamerà Jennifer come lei. E così sia.

Dopo caffè e brioche, alle 6.30 lasciamo L’Aquila e partiamo alla volta di Ciampino. Le cime delle montagne sono lambite dai primi raggi di sole e la luce rosata, mista a una leggera nebbiolina, crea uno scenario da favola. All’arrivo in notturna, una settimana fa, gli amici inglesi non si erano goduti il panorama e dunque il tragitto lungo la A24 “Strada dei Parchi” è tutta una meraviglia: aggettivi come “astonishing”, “so beautiful”, “amazing”, “astounding” etc. non si sprecano.

Alle 7.30 circa siamo già sul Grande Raccordo Anulare e non c’è neppure troppo traffico. All’arrivo all’aeroporto di Ciampino, quando è il momento dei saluti, Jennifer è visibilmente commossa e continua a ripetere che vorrebbe poter rimanere un po’ di più in Italia. Anche Ziad sembra mettere da parte la sua proverbiale imperturbabilità inglese e mentre mi abbraccia non smette di ringraziare per l’esperienza vissuta assieme in questa settimana.

Rientrando all’Oratorio, appena uscito dal casello di Aquila Ovest faccio una breve deviazione per andare a dare un’occhiata ad una delle aree del “Piano C.A.S.E.” previste dal Governo per la ricostruzione della città. E’ l’area S. Antonio, la più vicina al centro città, e il mio animo di architetto mi impone di scattare qualche foto da condividere poi con i miei colleghi in studio al rientro a Conegliano; la soluzione delle piastre antisismiche è al tempo stesso semplice e tecnologicamente avanzata; i lavori proseguono molto speditamente e le prime case dovrebbero essere consegnate a metà settembre. Peccato che, a detta degli stessi Aquilani che ho incontrato, questo piano straordinario sia l’unico realmente attivato, mentre la ricostruzione o la ristrutturazione dei tantissimi edifici esistenti danneggiati o crollati è ben lontana dall’essere realmente messa in pratica.

In tarda mattinata in Oratorio è prevista la riunione di verifica finale e si tirano le somme della settimana appena conclusa. Il gruppo di animatori, circa una trentina, a turno dice la sua e apre il proprio cuore per condividere i pensieri, le emozioni, i momenti più belli e quelli più difficili che porteranno con sé al ritorno a casa. Alessandra e Sara non si fermano per pranzo: hanno la corriera per Roma, dove le attende il treno per La Spezia, e non possono fermarsi a pranzo: inizia dunque il giro di saluti, baci e abbracci, le foto di gruppo finali…

Per l’ultima volta andiamo a pranzo al Campo di Accoglienza Mobile di Piazza d’Armi. E per la prima volta, liberato dall’impegno “istituzionale” di fare compagnia agli amici inglesi, riesco finalmente a sedermi allo stesso tavolo degli altri animatori e a fare con loro due chiacchiere in tranquillità… è una sensazione bellissima e quasi liberatoria… peccato esserci riuscito solo l’ultimo giorno, ma del resto il settore dei corsi di Inglese che abbiamo seguito per tutta la settimana era così specifico e per così dire a sé stante, che non riuscivamo sempre ad interagire come avremmo voluto con gli altri volontari; ma va bene così, significa che c’è sempre spazio per un miglioramento e per trovare un equilibrio più efficace tra le mille attività dell’Oratorio, qualora dovessimo nuovamente organizzare qualcosa di simile.

I volontari della Protezione Civile della Regione Emilia Romagna a fine pasto ci salutano improvvisando un ballo e cantano in onore di tutti i presenti “Romagna Mia”, con tanto di fisarmonica quale indispensabile accompagnamento musicale.

Nel frattempo al nostro campo è rientrato anche don Flaviano, dopo la trasferta romana, e ci stringiamo tutti intorno a lui per raccontargli le impressioni sulla settimana trascorsa in Oratorio, i momenti più riusciti, le difficoltà riscontrate, gli spazi di miglioramento… e lui attento a ciascuno e per ciascuno ha una parola di ringraziamento e riconoscenza.
Don Giuseppe mi comunica che in questi giorni a Roma si è discusso anche del futuro della presenza salesiana a L’Aquila. L’estate ragazzi si chiude ufficialmente venerdì prossimo, 4 settembre, con una grande festa finale, ma già si pensa al “dopo”. La fase di avvio, seguita da don Flaviano, ha posto le basi per una presenza continuativa nell’area. Flaviano se ne andrà ma al suo posto ci saranno altri due salesiani che, assieme a don Giuseppe e Ilario, formeranno il nuovo nucleo della comunità salesiana a L’Aquila. I progetti sono tanti e ambiziosi: i nuovi corsi Cnos che dovrebbero aprire a settembre, nuove strutture prefabbricate per affrontare al meglio l’inverno, forse il nucleo di una nuova casa salesiana in questa parte di città. Una realtà che dobbiamo sostenere.

Il gruppo di Torino Valsalice parte a metà pomeriggio, io preferisco dormire un pochino prima di mettermi di nuovo alla guida: tra una cosa e l’altra la squadra TGS Eurogroup parte attorno alle 18.00 da L’Aquila. Il momento dei saluti è il più difficile – non è però un addio ma solo un arrivederci!

Il lungo viaggio in macchina è l’occasione per riflettere sull’esperienza vissuta assieme e scambiarci qualche impressione a caldo, cercando pian piano di metabolizzare il tutto e mettere un po’ di ordine nelle nostre teste in cui continuano ad agitarsi pensieri e sensazioni in libertà.

Cosa rimarrà di questa settimana?
I volti dei ragazzi dell’Oratorio Don Bosco innanzitutto, e la loro voglia di vivere… i loro drammi familiari e i traumi che li hanno segnati, che a volte riaffiorano nei momenti in cui meno te l’aspetti… il bimbo che è rimasto orfano di entrambi i genitori lo scorso 6 aprile, e che è rimasto lui stesso intrappolato per 12 ore sotto le macerie della sua casa prima di essere tratto in salvo… il terrore negli sguardi di tanti bambini quando giovedì pomeriggio la furia del vento faceva tremare il tendone e loro subito a gridare “Il terremoto! Il terremoto!”… ma allo stesso tempo rimarrà nei nostri cuori il coraggio, la dignità e la voglia di tornare ad una vita normale di questi ragazzi e delle loro famiglie che gravitano attorno a questo Oratorio e che in esso vedono un punto di riferimento irrinunciabile… l’eccitazione dei ragazzi mentre gli venivano consegnati da Ziad e Jennifer i certificati finali di fine corso (per la cronaca: 21 studenti “Level A1” e 2 studenti “Level A2”) e gli sguardi di riconoscenza dei genitori presenti… le mamme che preparano il tè per gli inglesi durante il break… i giochi e i balli scatenati, il cerchio, le scenette, i bans, il caos totale alla distribuzione dei pasti, i momenti di festa e condivisione… le parole scambiate in alcune occasioni con i residenti incontrati al Campo di Accoglienza, nei negozi o in giro per la città, da cui trasparivano delusioni, preoccupazioni, aspirazioni, aspettative, speranze, certezze… i salesiani presenti in Oratorio e che rappresentano  un esempio da seguire per tutti noi: don Flaviano, Marco, Paolo, Alberto, don Giuseppe, Ilario, ma sì anche Salvatore con i suoi modi così bruschi!… tutta la grande comunità di animatori, tutto l’entusiasmo che hanno dimostrato e il modo davvero speciale in cui si sono spesi senza sosta per i ragazzi dell’Oratorio.

Grazie a tutti voi, è stata una settimana indimenticabile!

Igino


Raccolta di beneficenza
“TGS per i Salesiani de L’Aquila”
TGS EUROGROUP

L’Aquila post # 07

L'Aquila_Post07

Il tempo si è perfettamente ristabilito ormai e non c’è più traccia del diluvio breve ma intenso di ieri sera. Anche oggi il sole spacca le pietre all’Oratorio Don Bosco. L’escursione termica tra notte e giorno è notevole; per colazione ogni giorno ci avviamo al campo d’accoglienza di Piazza d’Armi in jeans felpa e giubbetto… per poi liberarcene poco dopo quando si inizia a lavorare in Oratorio e sono indispensabili t-shirt e pantaloncini. Visto che il caldo non lascia tregua stamattina è in programma una gita alla piscina comunale de L’Aquila, per tutti i ragazzi dell’oratorio – elementari, medie e superiori.
Io e Giulio a mezzogiorno e mezzo siamo a prendere come di consueto gli insegnanti inglesi all’albergo, ed ecco una bella sorpresa: Ziad e Jennifer mi hanno preparato un bellissimo biglietto di auguri “hand made” con tanto di stelline 3D e con quello mi consegnano una torta gelato (con candeline annesse) per festeggiare il mio compleanno! Ziad porta anche la sua bottiglia di prosecco, omaggio del TGS, che intende aprire assieme a noi vista la bella occasione. Dopo il pranzo, consumato assieme a tutti i ragazzi dell’oratorio sotto il tendone grande, facciamo dunque una semplice piccola festicciola nella cucina dell’Oratorio, offrendo fettine di torta agli amici animatori di passaggio.

L’ultima giornata del Summer Camp prevede una prima sessione separata tra le due classi, come di consueto, e poi una seconda parte in comune: i ragazzi votano tra alcuni dvd proposti dagli insegnanti e la scelta ricade su “Le Cronache di Narnia”, edizione originale BBC, 1988.
Nel frattempo gli insegnanti compilano le ultime pagelline. Momento di panico quando ci accorgiamo che i certificati di livello A1 non sono sufficienti… ma niente paura: ho l’hard disk esterno da 320GB dove conservo tutta la memoria storica del TGS degli ultimi 10 anni e dal Mac della Segreteria dell’Oratorio stampo al volo i certificati che ci mancano.
La consegna delle pagelle suscita nei ragazzi una certa emozione, anche tra quelli che più si erano rivelati distratti e apparentemente incuranti del corso durante tutta la settimana. Inevitabile confronto di voti e commenti personalizzati ricevuti. Sia Jennifer che Ziad si sono dilungati molto nel descrivere l’atteggiamento e il livello di Inglese raggiunto da ogni singolo studente affidato loro. Una mamma chiede a Ziad (che parla discretamente l’Italiano) di tradurre per lei il giudizio finale che lui ha redatto per sua figlia. I ragazzi vogliono una foto di rito con gli insegnanti. Altri animatori e salesiani si fermano a fare due chiacchiere con gli insegnanti per sentire una loro opinione sull’esperienza appena conclusa. A ogni studente è consegnato, assieme al certificato, anche il quaderno ad anelli che raccoglie tutto il lavoro svolto nel corso della settimana e una simpatica maglietta ricordo TGS40. Allo stesso modo, agli insegnanti è consegnata un’altra maglietta ricordo, dopo quella “ufficiale” dell’estate ragazzi 2009 a L’Aquila: è la volta ora della classica maglietta nera con il logo “I love AQ” che sta spopolando in tutta la città.

Consumiamo l’ultima cena al campo mobile di Piazza d’Armi e diamo così idealmente un saluto agli aquilani che vivono nelle tendopoli. E poi di corsa a Collemaggio, dove ci attende alle ore 22.00 la celebrazione eucaristica in occasione della “Perdonanza”; si tratta della Messa specificatamente rivolta ai giovani, celebrata da don Pietro, vescovo di Avezzano, la diocesi che ha dato tanto aiuto ai sacerdoti de L’Aquila colpiti dal terremoto, dando loro ospitalità quando le loro canoniche erano distrutte o comunque inagibili. Mentre Jennifer preferisce andare presto a dormire, Ziad mi segue con entusiasmo e varchiamo assieme la Porta Santa della Basilica di Collemaggio (l’unica fuori Roma, è aperta solo in questi giorni in occasione della Perdonanza, appunto); appena entrati all’interno della basilica, con orrore guardiamo il buio del cielo attraverso il soffitto del presbiterio completamente crollato: le macerie coprono ancora tutto il pavimento, debitamente transennato. Il resto della basilica ha retto, e sono stati nel frattempo puntellati a dovere la maggior parte dei pilastri e delle facciate esterne.
La celebrazione della Messa, a cui è presente il gruppo animatori dell’Oratorio Don Bosco quasi al completo, è intensa e toccante.

Rientrando in albergo Ziad ringrazia ancora tanto il TGS per l’opportunità che gli abbiamo dato invitandolo a L’Aquila per il TGS Summer Camp; dice di aver visto, testimoniato e ricevuto così tanto in questa settimana, di aver provato emozioni forti e di aver toccato con mano quanto la congregazione salesiana si dia da fare senza sosta e contro ogni avversità per il bene dei giovani, e la sua ammirazione per tutto ciò è davvero tanta. Credo che neanche con il migliore dei nostri TGS Agents’ Forum in UK saremmo riusciti a spiegare così bene quello in cui crediamo e per cui operiamo.
Per stanotte è tutto. Ora a nanna perché domani ci si sveglia all’alba…

Igino

PS un GRAZIE collettivo a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri oggi… non avevo mai trascorso un compleanno così speciale.

L’Aquila post # 06

L'Aquila_Post06

Accade anche questo. Proprio il primo giorno in cui riusciamo a riprendere le lezioni in maniera quasi puntuale subito dopo il break, succede che siamo costretti a terminare le lezioni prima del solito. Un acquazzone si abbatte sulla nostra piccola tendopoli, preceduto da raffiche di vento potenti che rischiano di scoperchiare la nostra “aula”.
La classe di Jennifer è ovviamente quella più in pericolo perché la tensostruttura non ha ripari sui lati. Ai primi tuoni, il cielo ormai nerissimo, abbiamo unito le due classi sotto la tenda di Ziad per fare un gioco tutti assieme (una delle attività programmate dagli insegnanti per emergenze di questo tipo). In realtà, una volta sistemati i ragazzi, mentre ci affrettavamo a chiudere la tenda, una serie di raffiche di vento violentissime hanno alzato le pareti laterali e fatto volare per aria tutto quanto era sui tavoli in quel momento. Niente da fare, abbiamo dovuto sospendere la lezione con mezzora di anticipo. Abbiamo detto ai ragazzi di correre a ripararsi dentro il tendone grande, decisamente più solido nella struttura, mentre noi raccoglievamo tutto il materiale didattico per portarlo al riparo, alla rinfusa sotto le nostre brande nelle tende dove dormiamo.
Proprio in quel momento iniziavano ad arrivare i genitori, dal momento che alle 6.30 era prevista la Santa Messa che segnava l’inizio della serata di festa a loro dedicata. Temevamo che il brutto tempo scoraggiasse molti dal partecipare all’evento, e invece sotto il tendone, mentre fuori infuriava il diluvio, eravamo tantissimi: tutti i ragazzi dell’oratorio, dalle scuole elementari a quelle superiori, i rispettivi genitori e poi tutti i volontari che formano la comunità di animazione dell’Oratorio. 150 persone, forse 200. Un bel colpo d’occhio davvero.
E a seguire la cena comunitaria, inizialmente prevista su tavoli sistemati all’aperto, e ora invece inevitabilmente ricalibrata sugli spazi esigui del tendone. I bimbi delle elementari sono i camerieri d’eccezione della serata e servono bruschette, pizza al taglio e stuzzichini vari bardati per l’occasione con papillon di carta (i maschietti) e cuffiette colorate (le femminucce).
Ziad e Jennifer sembrano incuriositi da tutta questa confusione. Ad un certo punto li riporto in albergo perché desideravano impiegare parte della serata per iniziare a scrivere i giudizi da mettere nelle pagelle che consegniamo domani.
Al ritorno dall’albergo non resisto alla tentazione di fermarmi giusto un attimo al “Corner Pub”, quello famoso sul double decker bus (ci passo sempre davanti e non riuscivo mai a fare una visita) e ordino una mezza pinta di Tennent’s Scotch Ale, giusto per gradire. Il landlord fino al 6 aprile aveva il pub proprio in piazza Duomo, dove ero stato ieri, e ora ha la concessione provvisoria (3 anni) per gestire la sua attività lungo questo viale esterno alle mura della città.
Rientro all’Oratorio: la festa prosegue con giochi a cui partecipano con entusiasmo genitori e bambini tutti assieme.
Faccio una chiacchierata con Maretta, una mamma tra le più assidue (viene ogni giorno a preparare la merenda per i ragazzi e mi fa sempre trovare pronto tè e biscotti per gli insegnanti… ancora non riesce a capire come possano metterci il latte anziché il limone). Si è buttata a capofitto su questa avventura dell’Oratorio (complice anche la sospensione dal lavoro legata a cause connesse al terremoto) ed è uno dei punti di riferimento per don Flaviano e c.
Dopo la buonanotte e salutati tutti i presenti, non ci resta che armarci di mocio e olio di gomito per pulire il tutto. La bella serata appena trascorsa invoglia a dilungarsi nei commenti e nelle chiacchiere tra animatori fuori dalle tende, risate sommesse e a tratti fragorose risuonano nel buio del parco, si respira un bel clima di affiatamento. Per un momento mi coglie un attimo di tristezza: la settimana a L’Aquila sta per concludersi. Ma solo per un momento: pensiamo a domani, venerdì, l’ultima giornata con i ragazzi, e cerchiamo come sempre di tirare fuori il massimo per loro.

Igino

PS Marco stasera dorme in tenda perché i tappeti elastici sono bagnati e l’umidità nell’aria non suggerisce di dormire sotto le stelle; è forse la prima notte intera che dorme con noi, e ci accorgiamo solo ora che potrebbe fare a gara con Giulio a chi russa di più… finisce uno e inizia l’altro… notte lunga mi sa….

L’Aquila post # 05

L'Aquila_Post05

Oggi half-day trip in downtown L’Aquila. Dopo colazione, lodi, formazione, pulizie dei bagni e benvenuto ai ragazzi, alle 10.00 o poco più noi quattro fuggiamo e raggiungiamo  l’albergo di Ziad e Jennifer. Il traffico è già intenso e tutto il viale della Croce Rossa è una coda infinita. Ora che il centro storico è chiuso, esso rappresenta l’unica strada o quasi per raggiungere la parte opposta della città. Arrivati a destinazione recuperiamo Jennifer mentre Ziad è perso chissà dove… (scopriremo poi che è rimasto in camera ad aspettarci tutto il tempo… problemi di comunicazione con la reception che non l’ha raggiunto quando lo cercavamo disperatamente!). Never mind, Ziad potrà visitare il centro storico domani.
Le indicazioni sono chiare: è necessario costeggiare il lato est della città (lato opposto rispetto a quello in cui si trova il nostro Oratorio), scendere fino al terminal dei bus, oltrepassare il campo di accoglienza mobile di Collemaggio (davanti all’omonima basilica dove venerdì si celebra la giornata della Perdonanza con relativa processione) ed entrare nell’area del centro storico. Le macchine si lasciano in prossimità della sede del Consiglio Regionale e si prosegue a piedi. Passato il posto di blocco, si entra in Corso Federico II.
Le sensazioni che si provano sono indescrivibili. Camminiamo in silenzio, lentamente. Ogni volta che si gira lo sguardo c’è sempre un particolare che colpisce gli occhi e il cuore. Uno squarcio nel palazzo dell’Inps. Una torretta imbragata in cima alla palazzina del Cinema Massimo. La vetrina devastata di una pasticceria che nei cartelli esposti pubblicizza ancora la produzione di ovetti di Pasqua. I vigili del fuoco impegnati ovunque nel mettere in sicurezza gli edifici. Il campanile di una chiesa in fondo ad una stradina laterale, tutto puntellato con travi si legno. Il negozio di un fotografo in una corte piena di macerie che si intravede attraverso un portone di legno socchiuso. Una enorme trave di cemento armato crollata a terra da chissà dove in mezzo a un vicolo. Fino ad arrivare in Piazza Duomo, da dove si scorge la cupola della chiesa di S. Maria del Suffragio, squarciata dal terremoto, una delle immagini simbolo della tragedia, ormai completamente nascosta dalle impalcature che ne trattengono quel poco che è rimasto in piedi.
Osserviamo, documentiamo, commentiamo, ci indichiamo a vicenda le cose che più ci colpiscono, infine usciamo dalla “zona rossa”, al check-point salutiamo con un cenno militari e vigili del fuoco (i quali ricambiano con uno sguardo che da solo rivela sentimenti di vicinanza e riconoscenza) e ci portiamo per sempre con noi quelle immagini e quelle sensazioni.

A mezzogiorno e mezzo siamo già di ritorno all’Oratorio e pranziamo assieme agli insegnanti. La giornata prosegue tranquillamente con i corsi di inglese, giunti già al terzo giorno di attività, e la serata è libera. Ne approfittiamo per una cenetta alla Trattoria Torretta, nell’omonimo quartiere, assieme a Jennifer e Ziad. E alle 11.00pm, dopo aver riaccompagnato i teachers in albergo, raggiungiamo il nostro gruppo al campo per la buonanotte.

Igino

L’Aquila post # 04

L'Aquila_Post04

Il tempo è bello oggi. In realtà a parte un po’ di pioggia domenica ci è andata benino finora. Di giorno si arriva tranquillamente sopra i 35 gradi, di sera fa freschetto e ci sta tutto il sacco a pelo. Il problema ovviamente sono le tende, che al primo raggio di sole diventano un forno. Un po’ un problema organizzare corsi di lingua inglese lì sotto. Per fortuna a una certa ora, più o meno metà pomeriggio, arriva una bella arietta, quindi si sta anche benino tutto sommato, con l’unica controindicazione che fogli e fotocopie volano allegramente in giro per tutto il Parco Baden Powell, e noi a rincorrerli.
I ragazzi delle medie erano molto distratti oggi, domani va fatto un discorsetto. Quelli delle superiori appaiono invece molto interessati, anche se ovviamente è dura farli rientrare in “classe” dopo il break (che qui dura ben un’ora, con gioco collettivo e merenda inclusi). Uno o due ragazzi difficili. Scene già viste in UK, del resto, anche se qui è tutto inevitabilmente molto più dispersivo e arduo da controllare. Bisogna ricordare che per molti di questi ragazzi è la prima esperienza “scolastica” dal 6 aprile, e quindi è necessario riabituare il corpo e la mente a certi ritmi. Per questo motivo è inevitabile chiudere più di un occhio. Nonostante queste piccole difficoltà il corso di inglese prosegue via liscio con studenti, insegnanti e genitori molto interessati e riconoscenti.
Ziad e Jennifer, un po’ la strana coppia… non li avrei mai immaginati a lavorare assieme, così diversi per età e stile, e invece sono molto affiatati.
Oggi abbiamo affrontato con grande abilità e strategia una potenziale crisi diplomatica internazionale. Oggetto del contendere: il “dress code” di Jennifer…! Una volta procurate una serie di t-shirt istituzionali (grazie ad Annapaola dal front office dell’Oratorio), il problema è stato prontamente risolto.
Ziad apprezza molto la mensa del Campo di Accoglienza Mobile di Piazza d’Armi e spazzola via tutto in pochi istanti. C’è da dire che la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna, che ha organizzato e coordinato questo campo, è stata davvero eccezionale. Pasti ottimi e serviti sempre con un sorriso o una battuta di spirito, hanno la capacità di fare sentire di buon umore e a proprio agio chiunque.
Domani portiamo Ziad e Jennifer in una “local outing”; ci sembra un po’ di trascurarli, ahimé, visto che l’oratorio giustamente ci occupa tutta la giornata. Così abbiamo chiesto e ottenuto di prenderci 2-3 ore libere domattina per andare a visitare il centro storico di L’Aquila, ovvero la sola parte attualmente accessibile ai visitatori, fino a piazza Duomo. Dopo le lezioni del pomeriggio, poi, li porteremo fuori a cena, visto che abbiamo una serata libera. Cena TGS… ok Fabio?

Igino

PS come promesso, nuove foto su donboscoland, album L’Aquila

L’Aquila post # 03

L'Aquila_Post03

Il quotidiano “post” notturno prima della nanna, direttamente dalla branda della tenda della Protezione Civile allestita per i Salesiani all’Oratorio Don Bosco de L’Aquila. I miei compagni di tenda sono molto pazienti (grazie ragazzi).
Giulio sono certo che russerà prima che io finisca questo post.
Poi c’è Paolo , sdb doc INE San Marco, con cui ho avuto una bella chiacchierata stasera.
Alberto, altro sdb in attesa delle professioni perpetue (non ricordo da dove viene, se non erro Piemonte; balla benissimo la salsa; a parte questo, quando ci siamo presentati era tutto emozionato di conoscere per la prima volta qualcuno da una associazione  TGS… la reazione è stata “Ma allora il TGS esiste davvero! Cioè, ovviamente ho studiato tutto sui libri, ma non avevo mai conosciuto veramente qualcuno del TGS!!”… ragazzi ormai siamo una razza in via di estinzione, cerchiamo di darci da fare…).
E poi una serie di giovani animatori davvero promettenti. Stefano, Davide, Paolo… Marco invece come sempre lascia la sua branda per andare a dormire sotto le stelle con il sacco a pelo (per la precisione, pare molto affezionato ai tappeti elastici che i bimbi dell’oratorio usano all’infinito durante il giorno).
Oggi prima vera giornata di oratorio con il nuovo staff di animatori. I ragazzi sono fenomenali e molto affiatati. La mattinata scorre liscia con bans, giochi a squadre, scenette e altro ancora.
E dopo pranzo…. Il primo impatto con gli insegnanti inglesi!! Eravamo un pochino in apprensione per via del test di ingresso che era previsto per oggi (Jennifer teneva a bada i ragazzi durante lo scritto, Ziad procedeva con gli orali uno per uno), ma tutto è andato benone e nella seconda sessione di lavoro i ragazzi erano già suddivisi in due gruppi e hanno iniziato le lezioni di Inglese. Jennifer con i “Beginners”, Ziad con i “Pre-intermediate”.
Ragazzi entusiasti della lezione e degli insegnanti. Un paio di ragazzi delle medie, vedendo i genitori arrivare a prenderli prima del previsto, li hanno rimandati a casa senza troppi complimenti chiedendogli di ritornare alla fine delle lezioni. Buon segno, speriamo che l’entusiasmo prosegua fino a venerdì.
Per oggi è tutto. Domani spero di mettere qualche altra foto su donboscoland.
PS: Giulio, come pronosticato, già russa.

Igino

L’Aquila post # 02

L'Aquila_Post02

Oggi domenica giornata di programmazione dei lavori per l’intera settimana.

Inizia a delinearsi la giornata tipo…

Ore 6.45 sveglia
Ore 7.10 colazione presso il Campo di Accoglienza Mobile di Piazza d’Armi (a 5-10 minuti a piedi dall’Oratorio)
Ore 7.45 Lodi
Ore 8.45 riordino del campo e pulizie tende e servizi
Ore 9.30 arrivo dei ragazzi e benvenuto
Ore 10.15 Buongiorno
Ore 10.45 in cerchio sotto il tendone
Ore 11.00 Gioco di riscaldamento + gioco principale
Ore 13.00 pranzo in oratorio (servizio di catering esterno)
Ore 14.30 Laboratori (1° parte): Summer Camp d’Inglese per i ragazzi delle medie e qualcuno delle superiori, compiti per le vacanze per i ragazzi delle elementari
Ore 16.00 Break: gioco a squadre e merenda
Ore 17.00 Laboratori (2° parte)
Ore 18.30 chiusura delle attività e rientro dei ragazzi nelle rispettive tendopoli
Ore 19.00 S. Messa
Ore 20.00 Cena presso Campo di Accoglienza Mobile di Piazza d’Armi
Ore 21.30 Serata di formazione o serata libera o serata di oratorio con ragazzi e genitori

Programma decisamente impegnativo. Vediamo di dare del nostro meglio.

Nel frattempo Ziad e Jennifer si stanno ambientando. Per questioni logistiche e di orari abbiamo deciso che saranno con noi, oltre ovviamente a tutti i pomeriggi di corso di inglese, anche per tutti i pranzi e le cene. Condivideremo dunque buona parte dei pasti con gli aquilani: ognuno di noi ha un tagliandino di accesso personalizzato e ha accesso alle mense del Campo di Accoglienza.

Oggi si sono decisi ruoli e competenze di ognuno: io e Giulio coordinamento del corso di Inglese, Giulia nel gruppo teatrale per le scenette mattutine, Antonella all’inventario dei materiali in dotazione all’Oratorio.

Per inciso oggi è il compleanno di Antonella (auguri per i tuoi 21 anni!) e ci ha offerto da bere dopo cena. Jennifer rimasta molto impressionata da un’ottima grappa di Prosecco Cartizze (non è riuscita a terminare il bicchierino… too strong! dovevate vedere la faccia allucinata). L’ha aiutata Giulia che si è fatta di buon grado correggere il caffè…  nasone rosso all’istante, sguardo pallato, immediata serie di strafalcioni…).

Ora a nanna presto perché domani la sveglia è praticamente all’alba…

Igino & c.

PS prime foto in rigoroso ordine sparso su donboscoland, album L’Aquila


Link

il sito web del TGS Eurogroup

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