Don Bosco 1815-2015: post #06

Prosegue la lettura delle “Memorie dell’Oratorio”, il testo autobiografico di don Bosco che ci accompagna per tutto l’anno dedicato al Bicentenario della Nascita di don Bosco. Dopo aver rivissuto l’incontro con Don Calosso domenica scorsa, oggi Giovanni Bosco ci racconta di un altro incontro fondamentale per la sua formazione giovanile…
logo_bicentenario_don_bosco_2015_06Memorie dell’Oratorio
Don Cafasso

In quell’anno la divina provvidenza mi fece incontrare un novello benefattore: D. Cafasso Giuseppe di Castelnuovo d’Asti.

Era la seconda domenica di ottobre (1827) e dagli abitanti di Morialdo si festeggiava la maternità di Maria Santissima, che era la solennità principale fra quegli abitanti. Ognuno era in faccende per le cose di casa o di chiesa, mentre altri erano spettatori o prendevano parte a giuochi o a trastulli diversi.

Un solo io vidi lungi da ogni spettacolo, ed era un chierico, piccolo nella persona, occhi scintillanti, aria affabile, volto angelico. Egli era appoggiato alla porta della chiesa. Io ne fui come rapito dal suo sembiante e sebbene io toccassi soltanto l’età di dodici anni, tuttavia mosso dal desiderio di parlargli, mi avvicinai e gli indirizzai queste parole: «Signor abate, desiderate di vedere qualche spettacolo della nostra festa? lo vi condurrò di buon grado ove desiderate».

Egli mi fe’ grazioso cenno di avvicinarmi e prese ad interrogarmi sulla mia età, sullo studio, se io era già stato promosso alla santa comunione, con che frequenza andava a confessarmi, ove andava al catechismo e simili. lo rimasi come incantato a quelle edificanti maniere di parlare; risposi volentieri ad ogni domanda; di poi quasi per ringraziarlo della sua affabilità, ripetei l’offerta di accompagnarlo a visitare qualche spettacolo o qualche novità.

«Mio caro amico – egli ripigliò – gli spettacoli dei preti sono le funzioni di chiesa; quanto più esse sono divotamente celebrate, tanto più grati ci riescono i nostri spettacoli. Le nostre novità sono le pratiche della religione che sono sempre nuove e perciò da frequentarsi con assiduità; io attendo solo che si apra la chiesa per poter entrare».

Mi feci animo a continuare il discorso, e soggiunsi: «E vero quanto mi dite, ma v’è tempo per tutto: tempo di andare in chiesa e tempo per ricrearci».

Egli si pose a ridere e conchiuse con queste memorande parole, che furono come il programma delle azioni di tutta la sua vita: «Colui che abbraccia lo stato ecclesiastico si vende al Signore, e di quanto avvi nel mondo, nulla deve più stargli a cuore se non quello che può tornare a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime».

Allora tutto maravigliato, volli sapere il nome di quel chierico, le cui parole il e cui contegno cotanto manifestavano lo spirito del Signore. Seppi che egli era il chierico Giuseppe Cafasso, studente del 1 ° anno di teologia, di cui più volte aveva già udito parlare come di uno specchio di virtù.

Giovanni Bosco, “Memorie dell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855″, con saggio introduttivo e note storiche a cura di Aldo Giraudo, Roma, LAS 2011.
Link correlati:

 

0 Responses to “Don Bosco 1815-2015: post #06”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Link

il sito web del TGS Eurogroup

Calendario

gennaio: 2015
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Archivio

Vuoi ricevere una notifica email per essere avvisato sulla pubblicazione di nuovi post? Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto per iscriverti a questo blog!

Segui assieme ad altri 105 follower