Don Bosco 1815-2015: post #14

Inizia la “Seconda decade” (1835-1845) delle “Memorie dell’Oratorio”, il testo autobiografico di don Bosco che ci accompagna per tutto l’anno dedicato al Bicentenario della Nascita di don Bosco. Dopo la vestizione clericale Giovanni Bosco si impegna a seguire uno stile di vita nuovo…
logo_bicentenario_don_bosco_2015_04Memorie dell’Oratorio
Regolamento di vita

La vita fino allora tenuta doveva essere radicalmente riformata.
Negli anni addietro non era stato uno scellerato, ma dissipato, vanaglorioso, occupato in partite, giuochi, salti, trastulli ed altre cose simili, che rallegravano momentaneamente, ma che non appagavano il cuore.

Per farmi un tenore di vita stabile da non dimenticarsi, ho scritto le seguenti risoluzioni:

  1. Per l’avvenire non prenderò mai più parte a pubblici spettacoli sulle fiere, sui mercati; né andrò a vedere balli o teatri. E per quanto mi sarà possibile non interverrò ai pranzi, che soglionsi dare in tali occasioni.
  2. Non farò mai più i giuochi de’ bussolotti, di prestigiatore, di saltimbanco, di destrezza, di corda; non suonerò più il violino, non andrò più alla caccia. Queste cose le reputo tutte contrarie alla gravità ed allo spirito ecclesiastico.
  3. Amerò e praticherò la ritiratezza, la temperanza nel mangiare e nel bere; e di riposo non prenderò se non le ore strettamente necessarie per la sanità.
  4. Siccome pel passato ho servito al mondo con letture profane, così per l’avvenire procurerò di servire a Dio dandomi alle letture di cose religiose.
  5. Combatterò con tutte le mie forze ogni cosa, ogni lettura, pensiero, discorsi, parole ed opere contrarie alla virtù della castità. All’opposto praticherò tutte quelle cose anche piccolissime, che possano contribuire a conservare questa virtù.
  6. Oltre alle pratiche ordinarie di pietà, non ometterò mai di fare ogni giorno un poco di meditazione ed un po’ di lettura spirituale.
  7. Ogni giorno racconterò qualche esempio o qualche massima vantaggiosa alle anime altrui. Ciò farò coi compagni, cogli amici, coi parenti, e quando non posso con altri, il farò con mia madre.

Queste sono le cose deliberate quando ho vestito l’abito chericale, ed affinché mi rimanessero bene impresse sono andato avanti ad un’immagine della Beata Vergine, le ho lette, e dopo una preghiera ho fatto formale promessa a quella Celeste Benefattrice, di osservarle a costo di qualunque sacrifizio.

Giovanni Bosco, “Memorie dell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855″, con saggio introduttivo e note storiche a cura di Aldo Giraudo, Roma, LAS 2011.
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