TGS Eurogroup per la Siria: notizie da Aleppo

donmunirCome precedentemente annunciato, anche per l’anno 2015 il TGS Eurogroup ha deciso di destinare le somme raccolte per beneficenza nel corso delle proprie attività alla missione Salesiana di Aleppo in Siria.

In un precedente post abbiamo presentato la realtà siriana attraverso le parole dell’Ispettore Salesiano del Medio Oriente, don Munir Al Rai’ (TGS Eurogroup per la Siria: il progetto di solidarietà 2015).
Oggi riceviamo dal caro amico e ispettore don Munir notizie aggiornate sui salesiani di Aleppo che riteniamo importante condividere con tutti voi.

Aleppo, Siria

L’ispettore del Medio Oriente ci aggiorna sulla situazione dei salesiani nella martoriata terra siriana.

Torniamo a inviarvi alcune notizie su Aleppo, su come procedono le cose, come viviamo, qual è la situazione attuale della città, della gente, della Chiesa locale e della nostra presenza salesiana.

Qui ad Aleppo si continua a cercare di vivere nonostante tutte le difficoltà (guerra, sicurezza, crisi economica, mancanza delle cose essenziali della vita che per la popolazione della città sono diventate un lusso).

Attualmente la nostra comunità è composta di 4 salesiani (3 preti e un diacono che si prepara al sacerdozio) e di un prenovizio.
Negli ultimi 3 mesi abbiamo cercato di vivere tutti gli eventi importanti come si deve, ma anche come si può. Così abbiamo celebrato il santo Natale con la santa messa non nella notte, ma alle ore 17,00 a causa dell’insicurezza. Vi hanno partecipato tanti fedeli.

Portiamo avanti le nostre attività regolari, e cioè: catechismo, associazioni, incontri formativi per gli universitari, sport, giochi, ecc. Ogni venerdì frequentano gli incontri di catechismo circa 300 ragazzi e ragazze, dalle elementari fino alla scuola superiore. Ultimamente sono cresciuti di numero per vari motivi. Un motivo è che la zona del nostro oratorio finora è abbastanza sicura rispetto ad altri centri giovanili parrocchiali. Ciò non toglie che anche la nostra zona non possa correre qualche pericolo. Ad esempio, una settimana fa (18 febbraio2015) è stata colpita da 5 colpi di mortai. Tre di essi sono caduti a una distanza di meno di 50 metri dal portone della scuola, causando la morte di 9 civili, di cui 4 studenti e oltre 35 feriti.

La preparazione al Bicentenario della nascità di Don Bosco è cominciata con una grande festa di giovani, che ha coinvolto tutta le comunità cristiane di Aleppo. Vi hanno partecipato circa 900 giovani universitari di tutte le chiese. L’incontro aveva come motto: “Siate miei testimoni” (Atti 8,1). Si è svolto in due giorni consecutivi, il 18 e 19 settembre 2014.

Il 31 gennaio, festa litugica di San Giovanni Bosco, abbiamo celebrato una messa con tutto il clero della città di Aleppo. Pensate: erano convenute non solo le chiese cattoliche dei vari riti, ma anche quelle ortodosse e protestanti. Inoltre sono venuti vari religiose e religiosi presenti ed operanti ad Aleppo. In tutto, eravamo circa 90 persone. La santa messa è stata seguita da un pranzo in un clima di gioia e fraternità. Il giorno seguente, 1 febbraio, abbiamo celebrato la messa con i nostri oratoriani, i loro genitori e vari membri della famiglia salesiana (cooperatori, exalievi, collaboratori). Avevamo previsto la partecipazione di circa 800 persone, ma le nostre previsoni ci hanno sorpreso. Infatti sono arrivate circa 1200 persone. È stato veramente un momento di festa solenne. La santa messa è stata preseduta dal Vescovo latino della Siria, Mons. Georges Abu Khazen. Ora stiamo anche preparando una recita per il teatro, che sarà realizzata dai nostri oratoriani e che sarà presentata fatto alla fine di Marzo 2015.

Oltre alle attività dell’oratorio e il lavoro con i ragazzi e i giovani, continuiamo tuttora gli aiuti ai giovani, ai ragazzi e alle famiglie bisognose, con la distribuzione dei sacchi viveri, aiuti economici e borse studio. Questo tipo di servizio copre tante ragazzi e famiglie.

Il fenomeno dell’emigrazione è in continua crescita, a causa della situazione instabile ad Aleppo e soprattutto per la mancanza della sicurezza e il forte disagio economico, che ha causato la perdita del lavoro a tante persone, particolarmente della fascia giovanile maschile. Infatti si nota una mancanza dei giovani dell’età dai 20 ai 30 anni. Lasciano il Paese per cercare un lavoro, una vita degnitosa, un futuro e sopra tutto una vita sicura. Per questo tanti giovani cercano di evadere dalla Siria verso i paesi confinanti, soprattutto Libano, Turchia e Giordania, cercando poi di raggiungere, in vari modi e mezzi e anche a rischio della vita, o l’Europa o addirittura l’Australia e le due Americhe. Questo fatto è molto triste e fa soffrire, perché un paese non può crescere senza la presenza della fascia giovanile.

Tornando alla situazione della città e ricollegandoci all’accenno che la zona accanto del nostro oratorio è stata colpita, vorremmo sottolineare che anche le altre chiese sono state colpite. Ad esempio la chiesa del vescovado armeno cattolico è stata colpita da un missile fabbricato a mano; similmente anche la chiesa del vescovado siro-cattolico è stata danneggiata da colpi di mortai.

Il problema è che tutti i cittadini indistintamente, al di là di qualsiasi differenza di sesso, colore, religione ed età, sono colpiti continuamente da questi terribili colpi di mortaio, o da missili o bombe. Diciamo questo per sottolineare che tutti i cittadini di Aleppo sono sotto la mira del fuoco, e non si può dire che esiste una zona sicura o lontana dalla guerra, anche se la città è ancora raggiungibile; ma al costo di correre tanti rischi e pericoli.

Ormai stiamo già per entrare nel 5 anno di questo maledetto conflitto che non ha risparmiato nessuno: anziani, adulti, ragazzi, bimbi, civili, militari, religiosi, preti, vescovi.. È ovvio capire che una simile situazione scoraggia tantissimi, spingendoli ad lasciare il Paese per rifarsi una vita e un futuro.Infatti non si intravvede una fine vicina o una soluzione che risparmi il sangue dei civili e salvi il popolo.

Con tutte queste difficoltà, potrebbe sembrarvi che la nostra speranza si stia esaurendo. Ma i giovani che sono rimasti ad Aleppo continuano la loro vita con tanta forza e coraggio e voglia di vivere. Continuano ad andare all’università, a studiare, a venire all’oratorio, dando una mano nelle varie attività, siano essi nostri oratoriani, o giovani delle altre chiese. Così la loro presenza ci infonde coraggio e forza per poter andare avanti.

Un nostro confratello visita e sosta periodicamente nella nostra casa di Kafroun. Ivi continuiamo le nostre attività sia per gli sfollati, sia per la gioventù della zona, il tutto diretto e coordinato da un nostro Salesiano Cooperatore con la sua famiglia e con vari collaboratori e animatori.

Vi chiediamo di starci vicini nella preghiera. Abbiamo somma fiducia nella forza della preghiera, ricordando come due anni fa il papa ha invitato tutto il mondo a pregare e a digunare per fermare l’intervento militare contro la Siria. Anche oggi abbiamo immensa fiducia che la forza della preghiera possa porre termine a questo incubo. Questa è la speranza di tutti i siriani che sognano di dormire e di svegliarsi, e infine vedere che tutto questo era soltanto un brutto sogno.

Per sostenere la Missione Salesiana di Aleppo in Siria

E’ possibile effettuare donazioni dirette a favore della missione salesiana di Aleppo in Siria tramite bonifico bancario in euro sul conto corrente della Ispettoria Salesiana del Medio Oriente.

Conto corrente intestato a:
SALESIANS OF DON BOSCO MIDDLE EAST PROVINCE
IBAN NO: PS48JON8084404L351800s0021000
SWIFT CODE : JONBPS22
Causale: “Emergency fund”

Lo Staff di TGS Whiteboard

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