TGS@Expo2015: introduzione alla tavola rotonda

TGS@Expo2015_10TUTTE LE FOTO DELLA TAVOLA ROTONDA! Domenica scorsa 27 Settembre 2015 si è tenuta presso Casa Don Bosco, Expo Milano 2015, la tavola rotonda TURISMO SOSTENIBILE – educhiamoci con i giovani alla salvaguardia del creato” organizzata da TGS Nazionale  (vedi precedente articolo TGS vi invita a Expo2015: “Turismo sostenibile: educhiamoci con i giovani alla salvaguardia del creato”).

Ecco il testo della relazione introduttiva del moderatore Dott. Paolo Pomati, responsabile dell’Ufficio Comunicazione dell’Università del Piemonte Orientale.


Il titolo di questo convegno — “Turismo sostenibile: educhiamoci con i giovani alla salvaguardia del creato” — enumera e mette in relazione tre concetti/categorie di estrema rilevanza e di assoluta attualità, soprattutto nel contesto in cui esso è ospitato: l’Esposizione Universale che affronta il tema della nutrizione del pianeta quale energia per la vita.

Vediamoli con ordine. Il turismo sostenibile è stato e rimane un fenomeno rilevante nel mondo occidentale. Nato come concetto negli anni ottanta, spesso è diventato uno slogan, più che un quadro di riferimento. Perché un turismo sia “sostenibile” occorre infatti la compresenza di diversi quattro criteri vincolanti:

  • la capacità di pianificare entro una regione esattamente delimitata (la cosiddetta “pianificazione olistica”);
  • la preservazione dei processi ecologici;
  • la garanzia della biodiversità e delle tradizioni (heritage);
  • il dovere di coniugare la produttività in termini positivi per le future generazioni.

A naso potremmo dire che nel corso dei decenni questo termine sia stato incollato come un’etichetta adesiva casuale su tanti piani e progetti turistici. La prima, immediata reazione a questi quattro criteri è quella di ricondurre il tema a piani con forte copertura economica; il turismo sostenibile è tutt’altro che economico; anzi, è molto meno economico del turismo di massa. Quindi, ci viene suggerito che bisogna superare la semplice “collaborazione” degli agenti implicati nel settore, per attivare invece economie di scala. Col tempo abbiamo assistito a conflitti di interessi e di opposte visioni; per esempio, fra interessi di conservazione naturistica e interessi di conduzione dell’agricoltura. Soprattutto si è notata la diffusa assenza di sinergia tra i diversi settori economici.

Naturalmente esistono alcuni casi che sono riusciti a procedere in senso contrario, come quello del Comune di Venezia, che oggi presenteremo. Si è qui riusciti a coniugare piani a finalità sociale con strategie complesse di sviluppo economico, presupponendo una condivisione di valori comuni e una compartecipazione ideale a un destino prefigurabile, con forte convinzione degli attori e visione comune dei processi da attivare. Dovrebbe essere il percorso di tutti i progetti e non l’eccezione.

Tutto ciò è stato ulteriormente complicato, anziché semplificato, dalle nuove tecnologie. Ormai bastano pochi minuti per prepararsi da sé un pacchetto turistico e acquistarlo online, spesso vanificando tutti gli sforzi messi in atto da un cospicuo numero di attori. Tecnologia e sviluppo sostenibile paiono procedere su direzioni totalmente diverse. Come si può farli dialogare?

Il secondo concetto chiamato in causa è la salvaguardia del creato. C’è sempre il rischio che la relazione tra “turismo sostenibile” e “salvaguardia del creato” rimanga ancorata a un dovere etico o, peggio, a un sentimento romanticheggiante. In entrambi i concetti, invece, emerge la centralità della persona e del territorio. La persona ha il diritto di porsi come riferimento nell’ideazione, elaborazione e attuazione di ogni programma o progetto turistico, proprio perché il turismo è agito dalla persona, mira alla persona, si oggettivizza concretamente nella persona, molto più che nelle istanze della politica, dell’economia, del commercio e dell’occupazione.

Le persone vivono in un territorio sottoposto a rischi di ogni genere, a rimedio dei quali si invoca la sua salvaguardia. Il pensiero cristiano, piuttosto che usare il termine “territorio”, privilegia la nozione di creato: una enorme e potente macchina dove tutto coesiste: stelle, natura, cultura, città, popoli, minerali, animali, vegetali e ogni genere di cose. “Creato” non si identifica dunque con la nozione di “ambiente”, perché esprime un valore più complessivo che racchiude la totalità dell’universo e che richiama necessariamente un Essere superiore che lo comprende e lo trascende. Dal punto di vista cristiano, dunque, parlare di salvaguardia del creato evoca un principio originante che suppone un Dio, Creatore, Signore del cielo e della terra, che si autocomunica nella storia dell’uomo e nella storia dell’universo.

Di fatto ci pare che nella programmazione turistica contemporanea i valori imprescindibili del creato siano stati sottaciuti perché ritenuti poco utili. Più che mai oggi il creato dovrebbe corrispondere al concetto politico di patrimonio globale dell’umanità; non solo natura, ambiente, paesaggio, ma completezza estetica dell’universo. Il turismo ha tutto da guadagnare nella visione di un creato come bene che sussiste nella sua integrità e irradia di sé le scelte particolari del vivere personale e sociale.

Di qui nasce il dovere morale della salvaguardia e diventa improcrastinabile un investimento educativo e formativo capace di educare all’autentico senso e al corretto uso del creato. Parlare di progetto educativo significa avere in mente, come target preferenziale, il mondo giovanile, che apre una voragine di domande cui difficilmente si possono dare risposte. Chi sono i giovani di oggi da educare a un turismo che punta alla salvaguardia del creato? Più che mai le loro identità sono multiple, plurime, complesse e fortemente dinamiche. Non ci sono più transizioni “scolpite nella pietra”, ma transizioni fluide che cambiano da contesto a contesto e anche individualmente.

Sono giovani sfiduciati, incerti, in stato di precarietà esistenziale, relegati in attesa da una vorace gerontocrazia; rischiano di rimanere ancora più poveri dei loro genitori, nonostante un grado di istruzione nettamente superiore; ciò li costringe a rimanere in famiglia, a slittare sempre di più la transizione all’età adulta, per la quale non valgono certamente più i criteri antropologici di un tempo. Le tecnologie avrebbero potuto – e tuttora potrebbero – contrastare queste tendenze, ma non dimentichiamoci che in Italia c’è ancora un enorme digital divide e che la Generazione Z è appena cominciata.
In questo quadro bisogna cercare di cogliere gli aspetti positivi di questi cambiamenti, quelli che permettono ai giovani di costruire identità più flessibili, più complesse e al tempo stesso più aperte alla diversità, perché la diversità è diventata parte del vissuto quotidiano. Il ruolo della scuola e dell’università è fondamentale in questo processo di trasformazione e il tema del turismo, come lo si è delineato, potrebbe essere una direttrice ricca di spunti creativi e di opportunità.

Dott. Paolo Pomati
responsabile Ufficio Comunicazione, Università del Piemonte Orientale.


Expo2015TGS_locandina_HQLa tavola rotonda TURISMO SOSTENIBILE – educhiamoci con i giovani alla salvaguardia del creato” è organizzata da TGS Nazionale ed è patrocinata dalla Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dall’Ufficio per la pastorale del turismo, dello sport e del tempo libero della Conferenza Episcopale Italiana.


Cartella stampa Tavola Rotonda TURISMO SOSTENIBILE, 27 Settembre 2015:

 

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