TGS Eurogroup in gita a Greenwich!

greenwich_park_ns_largeLa partenza per l’Inghilterra si fa sempre più vicina… proseguiamo allora con la presentazione di alcune gite previste per i nostri ragazzi il prossimo luglio! Un grazie speciale a Gianluca che ci porta oggi alla scoperta del sobborgo di Greenwich, non troppo lontano dal centro di Londra, splendida meta proposta al gruppo TGS Coulsdon 2016

Greenwich è un quartiere di Londra sulla riva destra del Tamigi, a 8km a valle del London Bridge, lungo la grande ansa formata dall’Isle of Dog. “L’isola dei cani” che, a dispetto del nome, è semplicemente una penisola circondata su tre lati dal Tamigi che disegna un arco a forma di ferro di cavallo. E proprio questa penisola è a stretto contatto con Greenwich tramite il “Greenwich Foot Tunnel” un camminamento pedonale che passa sotto il Tamigi: un tunnel ai più sconosciuto, raggiungibile tramite un ascensore di forma circolare. Fa un certo effetto attraversarlo e vedere le infiltrazioni d’acqua e i “buchi rattoppati” con il cemento, sapendo che sopra la tua testa scorre il maestoso Tamigi. Sicuramente un po’ inquietante ma allo stesso tempo sicuramente affascinante. Una gita a Greenwich, è una gita tra passato e futuro, un borgo lungo il Tamigi, una zona nota per la sua antica tradizione marittima e per essere sede del Meridiano Fondamentale che divide l’emisfero occidentale da quello orientale.E quest’anno i fortunati saranno i ragazzi di Coulsdon!

Raggiungeranno Greenwich da London Bridge con il treno, lì potranno vedere questo fantastica area ben diversa dalla Londra che tutti conoscono. Il ritorno prevede invece una fantastica gita in battello: da Greenwich alla City appunto, risalendo il fiume lungo l’ansa attorno all’Isle of Dogs dove potranno vedere i grattacieli di Canary Wharf, il Tower Bridge, il porto di St. Katerine, passando davanti alla Tower of London, il municipio e tutti i palazzi della City. La prima cosa che li colpirà, se staranno attenti agli altoparlanti alla stazione del treno sarà sicuramente la scoperta che avranno da sempre pronunciato male il nome della località! Tutti si aspetterebbero che la pronuncia sia “griinwich” mentre quella che sentiranno sarà “grenich”. Ma cosa offre Greenwich per i nostri ragazzi?

Cutty SarkAppena scesi dal treno i ragazzi si troveranno davanti la famosa Cutty Sark, una veloce nave a vela inglese da 960 tonnellate, varata nel 1869 nei Cantieri Navali di Scott & Linton in Scozia. Fu voluto dal suo armatore per vincere la gara annuale del tè, che, sulla rotta fra Cina e Gran Bretagna, assegnava il titolo al vascello più veloce. Tale gara il Cutty Sark purtroppo non la vinse mai, perché il suo timone si ruppe in navigazione. Navigò invece persino sulla rotta delle Indie per il commercio della lana e del tè. In scozzese “Cutty Sark” significa qualcosa come “sottoveste” e deve questo nome alla polena che ne adorna la prua che rappresenta la strega Nannie, un personaggio creato da un poeta scozzese. Nel 1895 la nave fu venduta ad una compagnia portoghese che la rinominò Ferreira e fu impiegata tra Oporto e Rio de Janeiro fino a quando, nel 1916, perse l’albero maestro durante una tempesta. Nel 1922 venne acquista dal capitano inglese Wilfred Dowman che la fece restaurare e fu poi donata all’Incorporated Thames Nautical Training College ed infine esposta al pubblico a Greenwich. Durante un restauro in corso nel 2007, purtroppo un incendio ha devastato i tre ponti della nave e ci son voluti ben 5 anni per ristrutturarla. Per fortuna i tre alberi maestri originali erano stati da poco rimossi, salvandosi così dal rogo. Dal 2012 il clipper è di nuovo visitabile ma invece di galleggiare sul Tamigi, il veliero è stato sollevato di 3 metri in modo tale che i visitatori possano camminare sotto lo scafo mentre una struttura in cristallo circonda il veliero.

Prima di giungere al grande parco di Greenwich i ragazzi troveranno sulla sinistra lo stimatissimo National Maritime Museum, il principale museo marittimo del Regno Unito, dichiarato nel 1997 parte del patrimonio dell’umanità e denominato nel 2012 Royal Museums Greenwich dalla regina Elisabetta II. È famoso in particolare per le sue collezioni ricche e variegate che mostrano l’intera avventura dell’uomo sul mare. All’interno sono presenti molti cimeli delle esplorazioni e delle spedizioni polari, dai cronometri marini, alla storia della misurazione del tempo fino alla determinazione della longitudine. Ed è proprio a questo pro che inizia nel 1675 la storia “moderna” di Greenwich e del suo famosissimo Osservatorio. Il 22 giugno di quell’anno, Carlo II d’Inghilterra scrisse questo editto: “Allo scopo di trovare la longitudine dei luoghi per perfezionare la navigazione e l’astronomia, abbiamo deciso di costruire un piccolo osservatorio all’interno del nostro parco di Greenwich”. Detto. Fatto.

greenwichPassò un solo anno prima che l’osservatorio venisse costruito nell’estate del 1676 con il nome di Flamsteed House, in onore del suo primo direttore, John Flamsteed, primo della prestigiosa lista degli astronomi reali. L’abitazione in cui avrebbe condotto la sua vita da astronomo fu commissionata niente meno che a Cristopher Wren, che fu progettista ad esempio della St Paul Cathedral. Grazie ad un osservatorio, lo studio dei moti della Luna poteva essere la chiave di volta per riuscire finalmente a calcolare la longitudine. Era una vera corsa contro il tempo perché anche i francesi avevano iniziato questo tipo di ricerca e con questa scoperta re Carlo II sperava di avere dei vantaggi in questa lotta per la conquista dei mari del pianeta. La questione era questa: spostarsi a est o a ovest rispetto a un punto di partenza significava, rispettivamente, andare avanti o indietro nel tempo. Così, per calcolare la propria posizione, l’ideale sarebbe stato misurare il tempo locale e confrontarlo con un tempo di riferimento. Dalla differenza si sarebbe potuti risalire anche alla longitudine. Ma in quegli anni le cose non erano così semplici, soprattutto pensando agli orologi rigorosamente a pendolo diffusi in quel periodo. Com’era possibile muovere un oggetto del genere in barca, proteggerlo dalle onde, dalle intemperie, e dalle variazioni di temperatura?? Il Parlamento inglese istituì quindi un premio di 20 mila sterline a chi avesse trovato un metodo preciso ed accurato per misurare la longitudine. Ci riuscì un tale John Harrison costruendo dei cronometri estremamente precisi e dotati di ammortizzatori per sopportare le vibrazioni delle navi, insieme ad altri accorgimenti per non risentire delle oscillazioni di temperatura. La storia della longitudine ha quindi consentito all’Osservatorio, nel 1884, di diventare la casa del meridiano fondamentale che divide il globo nell’emisfero occidentale e orientale, nonché quello da cui “parte” il tempo. Si raggiunse quindi l’esigenza di navigazione di re Carlo II, ma con l’andare del tempo cambiarono le cose riguardanti le osservazioni astronomiche: Londra cresceva a dismisura, il traffico aumentava, lo smog accresceva e il cielo sulla vicina Greenwich perdeva brillantezza e diventava sempre meno adatto per scrutare stelle e pianeti. L’istituzione dell’osservatorio passò prima nel Sussex e poi a Cambridge dove infine venne chiuso nel 1998. Oggi, però, quando si parla di Osservatorio ci si riferisce all’originale, quello di Greenwich, dove è diventato parte del National Maritime Museum. Ed è proprio in memoria del lavoro svolto dall’Osservatorio di Greenwich che si è deciso di indicare il meridiano di questa zona come Meridiano Zero.

I ragazzi di Coulsdon potranno quindi andare a visitare l’osservatorio astronomico, vedere tutti gli strumenti allora utilizzati dai più antichi ai più moderni. Una volta arrivati all’ingresso dell’osservatorio si potranno scoprire varie gallerie: una che conduce in un viaggio tra le stelle, un’altra che partendo dal big bang spiega anche la nascita del sistema solare, un’altra che racconta la storia delle esplorazioni spaziali. Potranno toccare con mano il pezzo di roccia più antico di tutto il sistema solare: una meteorite argentina, formatasi molto probabilmente 4,6 miliardi di anni fa! All’interno anche una bella collezione di orologi e cronografi, e proiezioni in diretta del panorama londinese in movimento. Inoltre, accederanno alla storica Flamsteed House e successivamente al cortile del Prime Meridian dove farsi le foto in mezzo al meridiano. Qui la linea viene fisicamente evidenziata, con riportate anche le latitudini di alcuni luoghi famosi, e la loro distanza dal meridiano. Di notte spesso viene acceso un raggio laser verde, che evidenzia l’orientazione esatta del primo meridiano del mondo. Nel tetto dell’edificio si può vedere un particolare globo rosso, la celebre Time Ball, la palla che con la sua caduta sancisce ogni giorno l’ora esatta alle 13:00 e che venne istituita nel lontano 1833. La sua funzione era quella di fornire l’ora esatta ai navigatori sul Tamigi, che osservando la caduta con un cannocchiale, potevano tarare i propri orologi. Infine il Royal Observatory include un grande telescopio: si tratta del più grande rifrattore inglese (di ben 71 centimetri) chiamato The Great Equatorial Telescope che era attivo fino al 1960. Come dire: una magnifica gita immersi nella storia che tutti invidiano.

Gianluca

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